Dodici nuovi angeli in palestra: sicurezza e cuore nella serata del 29 aprile

Una serata che vale più di una vittoria. Mercoledì 29 aprile la nostra associazione ha festeggiato la nascita di 12 nuovi operatori DAE, un traguardo che parla di responsabilità, attenzione e, soprattutto, di vite che possono essere salvate.
Grazie alla preziosa collaborazione con il Soccorso Centro Valsassina, genitori, tecnici e alcuni allenatori si sono messi in gioco, trasformando qualche ora di formazione in una competenza fondamentale. Perché il defibrillatore non è solo una “scatola” appesa al muro della palestra: è uno strumento che, nelle mani giuste, può fare la differenza tra la vita e la morte.
E nel nostro ambiente — fatto di allenamenti intensi, partite combattute, emozioni forti — sapere di avere persone formate e pronte a intervenire è una sicurezza enorme. Il fatto di avere un DAE in palestra era già un grande passo avanti; oggi, con un gruppo sempre più ampio di operatori certificati (e con il corso che si rinnova ogni due anni), possiamo dire di essere davvero pronti e coperti.
Il corso, tenuto con competenza e passione dai tecnici e soccorritori valsassinesi, non si è limitato all’utilizzo del defibrillatore. Si è parlato anche di disostruzione delle vie aeree, delle manovre salvavita, della posizione laterale di sicurezza in caso di malore e persino di un tema delicato e importante come la donazione di organi. Un percorso completo, utile dentro e fuori dal campo.
I nuovi operatori DAE targati ASD Sport Valsassina sono:Martina, Clara, Veronica, Sivia, Giuseppe, Fernando, Riccardo, Niccolò, Renzo, Prena, Irene e Besnik. A loro va un grande applauso: perché scegliere di formarsi significa scegliere di prendersi cura degli altri.
Un ringraziamento speciale va aGabriela Bergamini, esempio di dedizione e professionalità, e a tutti i collaboratori e volontari che hanno reso possibile questa serata così significativa.
I volontari che ci hanno guidati nel nostro percorso sono stati Giammaria Motta, Antonella Ierardi, Pietro Rangeloni
L’invito, per chi ancora non ha partecipato, è semplice: fatelo. Non è solo un corso, è un gesto concreto per la comunità. Perché imparare a salvare una vita è una delle cose più importanti che si possano fare. E, diciamolo, è anche una di quelle competenze che si spera di non dover usare mai… ma che è fondamentale avere quando serve davvero.



































